Esquilino Basketball A.S.D.

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Intervista a Tony Singh.

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“Il Basket come veicolo di inclusione sociale” con il contributo della Regione Lazio
Lo scorso anno hanno partecipato alle attività sportive di Esquilino Basketball ASD 478 tesserati, dai più piccoli agli adulti, di numerose nazionalità e provenienza. Tra questi oltre 50 ragazzi e ragazze sono provenienti da situazioni di disagio sociale e/o economico e sono sostenuti nello svolgimento della loro attività da progetti sociali o dalla stessa Esquilino Basketball ASD. Questo lavoro è stato possibile grazie all’aiuto dei nostri allenatori, sempre attenti e accoglienti, e alla presenza di una rete territoriale con le associazioni di quartiere, i principali Istituti Comprensivi dell’Esquilino (IC GUICCIARDINI e IC MANIN), le amministrazioni pubbliche (in primis la Regione Lazio) e con il supporto e l’aiuto della Fondazione LAUREUS.
Contiamo anche in quest’anno difficile di ripetere lo sforzo e di permettere a tanti bambini e bambine di fare attività sportiva in serenità, di stare insieme, di conoscersi e di rispettarsi gli uni con gli altri.
E’ un lavoro che facciamo da tanti anni, cercando di seguire i ragazzi e le ragazze durante la loro crescita. Non sempre riusciamo ad ottenere i risultati sperati, a volte la vita va diversamente da come vorremmo, ma in tutti i casi abbiamo almeno permesso loro di giocare e divertirsi. In alcuni casi siamo poi particolarmente contenti di come è andata e di come sta andando e ci sembra quindi giusto condividere con voi alcune di queste esperienze, sperando che questo ci aiuti a superare le difficoltà, dei singoli e collettive, che ci troviamo ad affrontare tutti i giorni.
Un caro saluto e buona lettura.


Taranjit “Tony”  Singh, 16 anni. Tesserato Esquilino, quest’anno è approdato a Campobasso per disputare il campionato senior della C Silver ed è pronto per fare la sua prima esperienza fuori casa.

 



Iniziamo con una domanda semplice semplice, come ti dobbiamo chiamare Taranjit o Tony?


Ahah, la storia è molto vecchia. Credo che in pochissimi all’Esquilino sanno che il mio vero nome in realtà è Taranjit, per tutti sono da sempre Tony. Ho origini russe, turche e indiane, quindi da piccoli per me e i miei fratelli fu abbastanza difficile orientarsi con le lingue. Mio fratello Lovlin non riusciva proprio a chiamarmi Taranjit, cosi iniziò a chiamarmi Tony. Il nome piacque a mia madre e iniziarono a chiamarmi tutti così.

 

Perfetto Tony, andiamo un po’ indietro nel tempo. A quando risale il tuo primo approccio a una palla di basket?


Tutto risale all’anno della mia quinta elementare. Ricordo che mi dovetti operare al piede e rimasi fermo per un lunghissimo periodo. Per un ragazzino di 10 anni non muoversi e non fare sport è molto difficile, non a caso mi ritrovai con molti chili in più appena fui guarito del tutto. Dovevo scegliere uno sport, qualcosa che mi facesse tornare a muovere come un bambino di quella età è giusto che faccia. Fu in questo momento che il Basket entrò per la prima volta nella mia vita. All’epoca frequentavo la scuola Di Donato e il ritrovo al campetto del cortile era un punto fisso. Non riuscendo per varie ragioni a iscrivermi in una palestra di Basket, fu in quel campetto che mossi i primi passi, imparai a giocare con i più grandi e iniziai a provare l’ebbrezza di questo sport.

 

E quindi come inizia il rapporto con l’Esquilino Basket?


Come dicevo prima, la Di Donato divenne un punto di riferimento per me: lì studiavo (o almeno ci provavo), mi vedevo con i miei amici e giocavo con loro. Era diventata la mia seconda casa. Nell’anno della mia seconda media, con l’appoggio dei miei stessi amici, provai a iscrivermi all’Esquilino Basket. Capii subito come quel posto sarebbe diventato un luogo speciale. In particolar modo fu quello il momento in cui per la prima volta l’Esquilino Basket si dimostrò come la fantastica società per cui da sempre è nota.

 

In che modo?


Ancora mi è difficile parlarne. Mia madre si ritrovò a gestire da sola quattro figli e la mia possibilità di giocare a Basket fu messa in discussione da tutti i disagi che una situazione come questa può creare. La società, che non smetterò mai di ringraziare, aiutò me e la mia famiglia su moltissimi fronti permettendomi così di poter iniziare a giocare per lo sport che man mano stava diventando sempre più importante per me. All’inizio non fu molto facile, venivo comunque da un’esperienza limitata e saper giocare in una squadra era per me qualcosa di molto difficile, molto diverso dalla pallacanestro da campetto a cui ero abituato.

Grazie soprattutto al grande lavoro che gli allenatori dell’Esquilino fanno fin dal minibasket, riuscii abbastanza facilmente ad entrare nell’ottica di squadra, a capire cosa vuol dire sacrificarsi per qualcosa e la voglia di migliorare cominciò a guidarmi in tutto quello che facevo.

 

Guardando indietro verso questi anni trascorsi all’Esquilino, pensi ci sia un momento particolare che merita più di altri di essere raccontato?


Tengo stretti nel cuore tutti i ricordi che mi legano a questo fantastico posto. Sicuramente il momento più interessante della mia vita, sia a livello cestistico che umano, risale al torneo che con la mia squadra facemmo a Cagliari. Ricordo fu la prima volta che presi l’aereo, ero molto felice. Fu un torneo magnifico, riuscimmo addirittura ad arrivare in finalissima. Perdemmo poi però quella partita arrivando così secondi. Ricordo benissimo la sensazione che ebbi subito dopo quella sconfitta. Fu il momento in cui decisi di prendere con più consapevolezza il mio rapporto con questo sport e iniziai a concentrarmi sui miei punti deboli. Limiti su cui ovviamente sto ancora lavorando, ma quel giorno, quella partita, sento proprio che fu il cambiamento di rotta di cui avevo bisogno. Sono contento, a distanza di anni, di aver perso quella finale.

 

Se adesso ti senti pronto per questa esperienza, puoi dire quindi che l’Esquilino ha giocato un ruolo fondamentale per la tua formazione di giocatore e di uomo?


Assolutamente sì. Fin dai primi allenamenti mi hanno insegnato quanto sia importante l’umiltà, lavorare sodo, prendermi cura degli altri, non essere egoista. Tutti aspetti che ritengo super importanti sia per un giocatore di basket che per un essere umano. Ed è grazie a tutto quello che hanno fatto per me se oggi mi sento pronto a mettermi in gioco sul serio.

 

Ti vedo molto determinato, c’è qualcosa in particolare che ti motiva?


Credo di essere motivato da diversi aspetti. Amo questo sport e sicuramente l’opportunità gigantesca che l’Esquilino mi ha offerto la voglio sfruttare, ma credo che più di tutto faccio questo per mia madre. Mi ha cresciuto da sola con molte difficoltà e essere felice in quello che faccio è il regalo più bello che voglio farle. Voglio diventare un giocatore professionista così da dare una mano economicamente alla mia famiglia e poter restituire tutto ciò che mi è stato dato.

Sono pronto a migliorare ogni giorno e a provare ad essere d’impatto nella mia nuova squadra con cui mi trovo già molto bene. Lasciare Roma non è stato facile, mi mancheranno tutti, ma sentire l’intera comunità a supporto è per me fondamentale.

 

Noi tutte e tutti, ti accoglieremo sempre a braccia aperte e ti auguriamo un forte in bocca al lupo. Daje Tony!


Supporta il Rione, Tifa Esquilino. Crepi il lupo!

 

PALLACANESTRO REGGIANA ACADEMY

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Esquilino Basketball entra nella Pallacanestro Reggiana Academy!

La storia di Esquilino Basketball è caratterizzata da un obiettivo ambizioso che non abbiamo mai smesso di perseguire: quello di coniugare la qualità dell’insegnamento della Pallacanestro con il ruolo fondamentale dello sport quale strumento di formazione e crescita individuale, di inclusione sociale e di rispetto degli altri. Il non aver mai perso di vista questo duplice obiettivo ci ha consentito una crescita pressoché costante nei risultati ottenuti dalle nostre squadre ma anche, e soprattutto, un’attenzione a creare le condizioni per permettere a tutti di praticare lo sport della Pallacanestro. Si tratta di un obiettivo molto ambizioso che una prestigiosa società di Basket ha mirabilmente raggiunto. È la Pallacanestro Reggiana di Reggio Emilia, che da anni coniuga la presenza di una propria squadra nel massimo campionato Italiano di Basket con un’attenzione alla formazione dei giovani, in un contesto in cui gli atleti più talentuosi, alcuni dei quali sono approdati nelle più prestigiose società italiane e non solo, condividono con tutti i compagni un percorso di crescita individuale e sociale che lo sport della Pallacanestro offre, a nostro avviso, meglio di qualsiasi altro sport. È per questo motivo, e con una punta di orgoglio, che siamo lieti di annunciare ai nostri iscritti di essere entrati a far parte della prestigiosa Pallacanestro Reggiana Academy, una vera e propria Accademia della pallacanestro di altissimo livello tecnico con un’attenzione meticolosa alla trasmissione dei valori fondamentali dello sport (clicca qui per prendere visione del codice etico che abbiamo appena sottoscritto; clicca qui per la sintesi degli obiettivi dell’Academy).

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